Rottamazione-quinquies 2026: la domanda è chiusa, ecco cosa fare adesso

Hai aderito alla Rottamazione-quinquies? Il 30 settembre è la scadenza da non perdere

Le domande di adesione alla Rottamazione-quinquies si sono chiuse il 30 aprile 2026 e, a oggi, non è stata concessa alcuna proroga nazionale. Ma se hai aderito e non hai pagato la prima rata entro il 31 luglio, hai ancora una finestra fino al 30 settembre 2026 per regolarizzarti senza perdere i benefici. Se quella data passa senza pagamento, la decadenza è automatica e il debito torna esigibile per intero, con sanzioni e interessi pieni.

Il punto in cui ci troviamo oggi

A differenza delle rottamazioni precedenti, questa edizione ha avuto una finestra di adesione breve e già conclusa:

FaseDataStato
Apertura domande20 gennaio 2026conclusa
Chiusura domande30 aprile 2026conclusa, nessuna proroga generale
Pagamento unica soluzione (con tolleranza)entro 5 agosto 2026conclusa
Prima rata bimestrale31 luglio 2026scaduta, ma recuperabile
Recupero prima rataentro 30 settembre 2026in corso — è la scadenza attuale
Terza rata30 novembre 2026in arrivo

Chi non ha presentato domanda entro il 30 aprile non può più aderire a questa edizione. Chi lo ha fatto, invece, deve concentrarsi sulle prossime scadenze di pagamento.

Chi ha ancora tempo: l’eccezione delle zone colpite dal maltempo

Un’estensione limitata riguarda i contribuenti con residenza o sede in Calabria, Sicilia e Sardegna, nei comuni colpiti dagli eventi calamitosi di gennaio 2026 e dichiarati inagibili, secondo quanto previsto dal decreto-legge “maltempo” (DL 25/2026). Per questi soggetti:

  • domanda entro il 31 luglio 2026
  • comunicazione dell’esito da parte dell’Agenzia entro il 30 settembre 2026
  • prima rata entro il 31 ottobre 2026

Questa proroga richiede un’ordinanza attuativa che individui puntualmente i comuni ammessi: se rientri potenzialmente in questa casistica, verifica la tua posizione prima di dare per scontata l’esclusione o l’inclusione.

Che cosa condona la Rottamazione-quinquies

Per chi ha aderito, vale la pena ricordare cosa resta effettivamente da pagare:

Cancellati: sanzioni, interessi di mora, interessi iscritti a ruolo, aggio di riscossione, sanzioni civili su crediti INPS.

Dovuti: il capitale — imposta o tributo originario —, le spese di notifica e le spese delle eventuali procedure esecutive già avviate.

Riguarda i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023: carichi erariali, contributi INPS, sanzioni del Codice della Strada. Restano esclusi avvisi di accertamento esecutivi, debiti INAIL, tributi locali (salvo diversa scelta dell’ente) e atti di liquidazione dell’imposta di registro.

Le regole di decadenza da tenere sott’occhio

Chi ha scelto il piano rateale — fino a 54 rate bimestrali, con interessi al 3% annuo dalle rate successive alla prima — deve conoscere due soglie:

Tolleranza sulle rate intermedie. È possibile non pagare puntualmente fino a due rate, anche non consecutive: il versamento della rata successiva copre quella saltata. È il meccanismo che oggi permette a chi non ha pagato la rata di luglio di regolarizzarsi entro il 30 settembre, insieme alla seconda rata in scadenza.

Nessuna tolleranza sull’ultima rata. Se manca il pagamento dell’ultima rata del piano, la decadenza è immediata, anche se tutte le precedenti sono state pagate regolarmente.

Conseguenze della decadenza. Gli importi già versati restano acquisiti solo come acconto sul debito residuo, che torna interamente esigibile con sanzioni e interessi pieni; riprendono inoltre le eventuali procedure esecutive sospese durante l’istruttoria.

Cosa fare se hai perso la scadenza del 30 aprile

Se non hai presentato domanda in tempo e non rientri nella proroga per le zone colpite dal maltempo, la Rottamazione-quinquies non è più accessibile su questi carichi. Restano comunque altre strade per gestire il debito:

  • La rateizzazione ordinaria presso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, fino a 84 rate a semplice richiesta nel 2026 (108 dal 2029), senza le cancellazioni della rottamazione ma con condizioni di accesso più semplici e disponibili in ogni momento
  • La verifica di eventuali vizi della cartella sottostante — notifica irregolare, decadenza dei termini, prescrizione — che potrebbero rendere conveniente l’impugnazione invece dell’attesa di una nuova, eventuale edizione della definizione agevolata

Non ci sono, ad oggi, annunci ufficiali su una nuova rottamazione dopo la quinquies: parlarne come se fosse certa sarebbe fuorviante.

Gli errori più frequenti in questa fase

Pensare che la scadenza del 30 aprile riguardi ancora l’adesione. È superata: chi non ha aderito deve orientarsi su altri strumenti, non aspettare una riapertura non annunciata.

Sottovalutare la scadenza del 30 settembre per chi ha saltato la prima rata. È l’ultima occasione per non perdere i benefici già ottenuti con l’adesione: mancarla significa vedere ripristinato l’intero debito con sanzioni e interessi.

Dare per scontata l’esclusione (o l’inclusione) nella proroga per le zone colpite dal maltempo senza verificare l’elenco dei comuni interessati dall’ordinanza attuativa.

Ignorare l’ultima rata del piano, pensando che la tolleranza di due rate valga sempre: sull’ultima rata la decadenza è automatica, senza eccezioni.

In sintesi

  1. Se hai aderito e non hai pagato la prima rata a luglio, paga entro il 30 settembre 2026: è la scadenza più urgente in questo momento
  2. Se sei in Calabria, Sicilia o Sardegna in zona colpita dal maltempo, verifica se rientri nella proroga specifica
  3. Se hai perso la finestra di adesione, valuta la rateizzazione ordinaria o la contestazione della cartella, a seconda della fondatezza del debito
  4. Segna già in agenda le prossime rate — 30 novembre 2026 e le successive scadenze bimestrali
  5. Non aspettare annunci su nuove rottamazioni: al momento non ce ne sono di confermate

Hai aderito alla Rottamazione-quinquies e vuoi essere sicuro di non perdere i benefici, oppure hai perso la scadenza e non sai come procedere?

La gestione delle scadenze di pagamento e la scelta tra rateizzazione ordinaria e impugnazione dipendono dalla tua situazione specifica e dai debiti coinvolti.

Il team di consulenza fiscale e tributaria verifica lo stato della tua adesione, monitora le scadenze in corso e, per chi è rimasto escluso, individua l’alternativa più conveniente.

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Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e sono aggiornate alla normativa vigente al momento della pubblicazione. Ogni situazione presenta specificità che richiedono una valutazione professionale dedicata.

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