Bollo auto 2027: arriva la riscossione rapida, ecco cosa cambia

A partire dal 2027 il modo in cui viene riscosso il bollo auto non pagato cambierà in modo sostanziale. Il D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 147 — attuativo della delega fiscale prevista dalla Legge 9 agosto 2023, n. 111 (artt. 13-14) — introduce infatti l’accertamento esecutivo anche per la tassa automobilistica regionale, un meccanismo già in uso per altri tributi ma finora estraneo al bollo auto. Il risultato è una procedura più rapida per chi riscuote, ma anche meno margine di manovra per chi si trova a dover regolarizzare un pagamento dimenticato.

In questo articolo vediamo nel dettaglio come funzionerà la nuova procedura, quali sono i tempi a disposizione del contribuente e chi, dal 2027, potrebbe non pagare più il bollo.

Cosa cambia: l’accertamento diventa “esecutivo”

Fino ad oggi, chi non pagava il bollo riceveva un avviso di accertamento e, solo in un secondo momento — dopo il decorso dei termini — un atto distinto legato alla fase di riscossione vera e propria. Con la riforma, questi passaggi vengono unificati in un solo atto: l’accertamento esecutivo contiene contemporaneamente la contestazione dell’omesso pagamento, la quantificazione della somma dovuta, l’intimazione a pagare e le informazioni relative alla riscossione. Un solo documento, quindi, che condensa fasi prima separate e che accelera l’intero iter.

Come funziona la nuova procedura, passo per passo

La procedura si articola in quattro fasi principali:

  1. Notifica dell’accertamento, con la contestazione dell’omesso pagamento e la quantificazione dell’importo dovuto.
  2. Termine per pagare o presentare ricorso, entro cui il contribuente può regolarizzare la propria posizione o contestare l’atto.
  3. Acquisizione della natura esecutiva dell’atto, una volta decorsi i termini senza che il contribuente abbia pagato o fatto ricorso.
  4. Affidamento della riscossione al soggetto incaricato del recupero del credito.

È un percorso lineare, ma proprio per questo lascia meno spazio a passaggi intermedi in cui, in passato, si poteva “guadagnare tempo”.

Quanto tempo c’è prima che scatti la riscossione forzata

Non tutto avviene immediatamente: la legge prevede un periodo di sospensione della riscossione forzata, che varia in base a chi gestisce le due fasi della procedura.

  • 120 giorni, se lo stesso soggetto gestisce sia l’accertamento sia la riscossione.
  • 180 giorni, se la riscossione viene affidata a un soggetto diverso da chi ha emesso l’accertamento.

Questa finestra temporale è il momento in cui conviene agire: pagare quanto dovuto, oppure valutare con un professionista se ci sono i presupposti per presentare ricorso.

La prescrizione resta di tre anni, ma con un’avvertenza

Il termine di prescrizione del bollo auto non cambia: resta fissato in tre anni. È bene però non fare affidamento sul semplice trascorrere del tempo: ogni atto notificato nel frattempo interrompe il decorso della prescrizione, che riparte da zero. Chi pensa di poter “aspettare che il debito si prescriva” senza controllare le notifiche ricevute rischia quindi di trovarsi comunque esposto.

Le esenzioni in arrivo dal 2027

Accanto all’inasprimento della riscossione, la riforma introduce anche alcune esenzioni dal pagamento del bollo, pensate per i veicoli meno potenti e meno inquinanti. Ne beneficiano:

  • le persone fisiche proprietarie di autovetture a benzina, gasolio o ibride con potenza fino a 80 kW;
  • chi utilizza questi stessi veicoli in leasing o a noleggio, alle medesime condizioni.

Chi possiede più di un veicolo ottiene l’esenzione solo per quello con potenza inferiore. Per chi non possiede un’auto che rientra in questi criteri restano comunque le agevolazioni già previste per motocicli e ciclomotori.

Cosa conviene fare fin da ora

In vista dell’entrata in vigore delle nuove regole, ha senso:

  • verificare se il proprio veicolo rientra nei criteri di esenzione previsti per il 2027;
  • non ignorare eventuali accertamenti ricevuti, valutando entro i termini se pagare o presentare ricorso;
  • tenere traccia delle notifiche ricevute, perché incidono direttamente sul calcolo della prescrizione.

Si tratta di novità non ancora operative — entrano in vigore dal 2027 — ma proprio per questo conviene conoscerle in anticipo, prima che diventi urgente gestirle.

Per una valutazione della propria situazione specifica, il team di Consulenza Tasse (consulenzatasse.com) è a disposizione per analizzare accertamenti ricevuti, verificare i requisiti per le esenzioni e valutare le strategie più adatte caso per caso.

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